Al Teatro Totò: NEANCHE GLI UCCELLI CANTANO GRATIS
Lo spettacolo di divide in due tempi.
Il primo tempo e’ dedicato al personaggio Ernesto a Foria interpretato da Peppe Maiulli e dal suo mentore storeografo Bruno Lanza. Egli e’ l’emblema demode’ a cavallo tra i vetero ed i neo melodici di cui e’ caricatura, amplificando stilemi esistenziali e canori. Egli rappresenta la protervia e l’ignoranza di cui si nutre una certa parte del mondo artistico inferiore che con tutti i suoi limiti riesce a catturare l’attenzione di un certo pubblico a sua volta di basso profilo.
Esagerare e’ la religione di Ernesto. Egli si pone e si promoziona come un Dio saggio e spericolato. Ernesto e’ surreale, megalomane, geniale e stupido, ma cio’ nonostante e’ paradossalmente molto vicino alla realta’ che incontriamo in certe tv minori ed in certe feste di piazza nel sud italia. Egli canta il nulla per sottolineare il nulla che troviamo spesso nella realta’ dello spettacolo e non solo.
Il secondo tempo e’ tutta una festa con gli Inpsy King che tra prosa e canzoni si distendono sulla satira di costume. Si precisa che gli “INPSY KING” altro non sono che i “Gipsy Fint”, a cui qualcuno ha detto: “ma data l’eta’ che avete e’ il caso di continuare”?. E noi abbiamo pensato che basta costituirsi e si va avanti. Satira di costume attingendo a cio’ che ci circonda, a come si comporta questa strana umanita’. Insomma non inventiamo nulla. Basta guardarsi intorno e lo spettacolo e’ fatto. Ridere per ridere e’ un concetto a noi nemico. Tra una risata ed un’altra a noi piace che ci sia almeno un piccolo pensiero
Di Bruno Lanza e Giuseppe Maiulli